L’Italia detiene il più grande patrimonio culturale ed artistico del mondo con 59 siti riconosciuti dall’Unesco oltre ad un’altissima presenza di patrimoni immateriali come tutte le tradizioni culturali che rendono la nostra Nazione unica nel panorama internazionale. Questa ricchezza non è frutto del caso ma è la più sincera espressione della creatività, dell’intelligenza e della gioia di vivere degli italiani.
Le ricchezze culturali dell’Italia sono il frutto della sinergia tra la bellezza naturale dei luoghi e l’animo degli italiani. Non si può separare l’ambiente, la natura, la luce dei luoghi dallo spirito degli abitanti: l’uno influenza e plasma l’altro. Così l’Italia, che gode di una posizione privilegiata al centro del Mediterraneo, ha arricchito ed è stata arricchita a sua volta da coloro che l’hanno abitata ed amata nel corso dei millenni.
Non si può pensare di trascinare l’Italia in una guerra in cui i suoi tesori artistici insostituibili potrebbero essere distrutti.
In termini di Diritto Internazionale: “Uno Stato neutrale non partecipa a guerre, astenendosi da ostilità e trattando i belligeranti in modo imparziale”. Ci sono già stati leader internazionali, Papi, premi Nobel, artisti e scienziati di chiara fama che hanno sostenuto questa visione.
In questo periodo storico è in corso una mutazione di massa che non è riconducibile al teatrino della destra conservatrice e della sinistra progressista, o ai conflitti di religione. La destra e la sinistra non c’entrano, le Religioni non c’entrano. La mutazione attuale della coscienza collettiva ha a che fare con i diversi livelli evolutivi degli individui. È in corso un fenomeno non misurabile con i metri e i valori immutabili della tradizione storica-sociale.
Il Neutralismo è un valore trasversale che innerva, in modo più o meno efficace, qualsiasi gruppo politico e sociale che ispira la propria appartenenza tanto ai valori delle Rivoluzioni laiche, quanto ai valori delle Religioni tolleranti.
Anche se oggi sembra impossibile, possiamo candidare l’Italia ad essere un Paese neutrale. Neutralità non vuol dire non avere un esercito, anche di alto livello tecnologico, ma candidarsi a mediatore della risoluzione dei conflitti ripudiando la guerra.
Sembra un’idea impossibile. Probabilmente è vero, ma nella Storia sono accaduti talvolta eventi considerati “impossibili” grazie esclusivamente alla caparbietà e all’entusiasmo di chi li ha perseguiti. Non è saggio rinunciare a perseguire un obiettivo soltanto perché lo si ritiene “impossibile”. Ci sono delle battaglie che meritano di essere combattute di per sé, indipendentemente dal risultato.
Ci sono delle battaglie che meritano di essere combattute di per sé, indipendentemente dal risultato.
Chiedere che l’Italia sia un Paese neutrale vuol dire stimolare un dibattito, dare voce a quelli, e sono tanti, che hanno realizzato che possiamo fare di più per costruire la pace. Rendiamo questo progetto esplicito, portiamolo alla ribalta della politica.
La speranza di cambiamento si costruisce solo se si afferma un nuovo soggetto politico. La prima forma di coerenza sociale è rappresentata dalla lingua. Intorno alla lingua si costruisce la polis e quindi il soggetto politico. Il primo passo deve essere fatto su base nazionale, senza trascurare, ovviamente, la possibilità di federarsi, in seguito, con altre realtà nazionali anche extra europee.
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un’Italia che protegge il suo patrimonio.
